Un piccolo nemico nelle nostre case: conosciamo meglio il ratto

Se da un lato il cane è il primo animale che la nostra specie ha addomesticato e imparato a tenere con sé, sia per compagnia che per essere aiutata in certi compiti come la pastorizia e la caccia, forse da altrettanto tempo, e sicuramente almeno da quando abbiamo iniziato a coltivare e immagazzinare grano migliaia di anni fa, abbiamo anche un rapporto con un altro animale, sicuramente meno elettivo: quello con i roditori. Il problema della disinfestazione di topi e ratti è dunque antico, eppure ancora non del tutto risolto: conosciamo meglio, con l’aiuto degli specialisti di Gruppo Indaco, la piccola bestiola che, pure, ci dà tanti problemi.

I ratti, così come i topi e molti altri animali, fanno parte dell’ordine dei roditori, ossia sono caratterizzati da due coppie di incisivi grossi e robustissimi che crescono, incessantemente, per tutta la loro vita. Proprio in questa caratteristica fisica, che li porta alla necessità effettiva e irrinunciabile di “rodere” appunto continuamente sta, se vogliamo, la radice del conflitto con gli esseri umani; i ratti infatti rodono, solitamente, proprio quello che gli esseri umani stanno cercando di conservare per il proprio consumo.

Forse anche per la selezione naturale dovuta a questa continua guerra, i ratti sono animali estremamente intelligenti, e dotati di sensi molto acuti.

La caratteristica che rende forse più preoccupante un’infestazione di ratti è la rapidità con cui i numeri di queste bestie possono crescere: la loro fertilità è impressionante. In media, il ratto è pronto per figliare entro tre mesi dalla nascita; la gestazione dura intorno alle tre settimane, e produce fino a due dozzine di cuccioli che saranno autonomi entro altre tre settimane, permettendo alla madre di iniziare una nuova gestazione, fino a otto in un anno. Questi dati, se analizzati, mostrano che eliminare i ratti completamente è spaventosamente difficile; una riduzione dei loro numeri che non porti all’eliminazione totale dà soltanto pochi mesi di respiro, e di fatto anche la sopravvivenza di soltanto un decimo dei nuovi nati ad ogni generazione è più che sufficiente a far aumentare i numeri complessivi e quindi l’area infestata.

Per finire, il nascondiglio di questi animali. Le tane scavate dai ratti sono dei complessi sistemi di gallerie comunicanti, solitamente dotati di più entrate, e se possibile vengono posto vicine ad una fonte d’acqua; intorno a queste si estende il raggio d’azione, di qualche decina di metri, entro il quale il ratto cercherà il cibo, il che permette di ottimizzare gli spostamenti e rendere più facili le fughe. Perfino la temperatura viene regolata, tramite l’accumulo di sostanze isolanti come legni e tessuti raccolti, rimanendo fra i 17 e i 21 gradi a prescindere dalla temperatura esterna.